lunedì 15 dicembre 2014

Mini hummus cheesecake

Tornavo a casa circa 2-3 settimane fa, quando mi attraversa per strada velocissimo il mio nuovo coinquilino. Freno per non prenderlo sotto, lui si blocca, scendo al volo e lo porto in macchina con me fino a casa.
No. Non sono impazzita (anche se in passato ho dato passaggi agli sconosciuti, soccorso ubriaconi sul ciglio della strada e aiutato pazze uscite da centri psichiatrici che vagavano per strada e di cui ho ancora il numero di telefono da qualche parte, nel mio portafogli. Non chiedetemi perchè. Non ve lo saprei spiegare a parole...) ho semplicemente salvato un riccio!!!
Ora scorrazza liberamente in terrazza, ha una cuccia a prova di acquazzone e del freddo di queste notti, ha un comodo take away che gli passa colazione pranzo e cena direttamente a domicilio, ma soprattutto è al sicuro e finalmente è privo di zecche e pulci che lo stavano infestando!



Mi sono domandata a lungo se fosse solo egoismo, il mio (avere un riccio in casa è o non è il sogno di tutti?) e se avessi fatto la scelta giusta, poi mi sono informata e Sonic (potevo non chiamarlo Sonic?) pesa solo 300 g, troppo pochi per poter sopravvivere all'invero; anche il veterinario ci ha raccomandato di fargli passare l'inverno al sicuro: senza di noi probabilmente non ce l'avrebbe fatta...
Quindi ho ufficialmente adottato un riccio :)gli ho fatto il bagnetto e da quando è stato lavato e pulito ho cominciato a tenerlo ogni tanto al calduccio sulle gambe per farlo abituare a me, alla mia voce e alla mia presenza... 
Ha davvero un musetto simpatico!


Mini hummus cheesecake
(da ThreeF n.8)

150 gr di ceci secchi messi a bagno dalla sera prima in una ciotola d’acqua fredda
100 gr di robiola freschissima
4 pacchetti di cracker
50 gr di burro
3 cucchiai di semi di sesamo
1 cucchiaio d’olio
scorza grattugiata di mezzo limone
 1-2 rametti di rosmarino
sale
pepe
paprika o peperoncino a piacere


Cuocere i ceci in abbondante acqua salata fino a quando non saranno teneri, quindi scolarli e lasciarli raffreddare (in alternativa, usare 250 gr di ceci già cotti). Una volta intiepiditi, frullarli insieme alla robiola all’olio ed alla scorza di limone.
Regolare di sale e pepe, aggiungere una spolverata di paprika o di peperoncino a piacere.
Nel frattempo, nel mixer frullare i crakers e gli aghi di rosmarino fino ad ottenere una polvere sottile e profumatissima. Fondere  il burro in un pentolino, quindi unirlo pian piano alle briciole appena ottenute, mescolando delicatamente il composto con una forchetta. L’impasto dovrà avere l’aspetto di sabbia bagnata.
Versare le briciole in un coppapasta di circa 10 cm di diametro e compattarle bene con le dita. Procedere allo stesso modo fino ad esaurimento del composto. Far riposare in frigo finché le basi delle mini cheesecake non si solidificano.
Ungere leggermente il coppapasta, appoggiarlo sulle basi, riempirlo con il composto di robiola e ceci, livellando bene con una spatolina, quindi rimuoverlo delicatamente. In alternativa si può usare la sac à poche per creare dei ciuffetti di impasto direttamente sulle basi delle mini cheescake.

In un padellino antiaderente far tostare leggermente i semi di sesamo e cospargerli sulle tortine.

martedì 25 novembre 2014

Instaricette: la Frittata di pasta




Quest'oggi in tavola: la Frittata di Pasta
Per la serie gli avanzi a casa mia si riciclano sempre (vedi i burger di tonno o i gazpacho, solo per citare i più recenti), cosa ci faccio con due etti scarsi di pasta già condita che mi guardano compassionevoli dal frigo?
La ricetta-lampo del giorno è in tavola:




Frittata di Pasta (per 4 persone circa)
2 piatti di pasta (mista) avanzata dal giorno prima, la mia condita con pesto e una passata velocissima degli ultimi pomodorini piccadilly della stagione*
6 uova fresche
mezzo bicchiere di latte
Formaggio grattugiato (2 cucchiai circa) a piacere.
sale, pepe

Sbattere le uova con il latte, aggiustare di sale e pepe, versare sulla pasta, mescolare bene e versare in una pirofila di circa 25 cm di diametro, rivestita di carta da forno. A piacere spolverare con del formaggio grattugiato (consigliato!).
Infornare a 180/200° per una ventina di minuti (forno ventilato) fino a quando sulla superficie non si è formata una bella crosticina gustosa. 
Servire a spicchi e mangiare in compagnia. 
Io la preferisco tiepida, ma c'è chi a casa la vuole rigorosamente fredda :)


*per la passata: 500g di pomodorini piccadilly, un cucchiaino di sale, mezzo bicchiere di acqua, 7-8 foglie di basilico, un rametto o due di origano fresco.
Tagliare i pomodorini a metà e metterli con gli altri ingredienti in una pentola a bordi alti, coprire con il coperchio e far cucoere a fuoco medio. Da quando l'acqua comincia a bollire e i pomodori a rilasciare il liquido calcolare una mezz'oretta, o fino a quando i pomodorini non si sono ammorbiditi del tutto. Lasciare intiepidire quindi frullare con il mixer ad immersione. Se nel fondo della pentola ci fosse parecchio liquido, prima di frullare toglierne un po' con un mestolo.
Invasettare in vasetti sterili, con tappo ermetico. Far bollire per 10-15 minuti ricoperti da acqua o congelare secondo abitudine. (qui alcune info su come sterilizzare i barattoli)
Prima dell'utilizzo in un pentolino antiaderente versare un cucchiaio d'olio EVO e far rosolare uno spicchio d'aglio, aggiungere la pasta e lasciar cuocere a fuoco medio/basso per 5-10 minuti. 

lunedì 10 novembre 2014

No Marteani, no party


Sabato mattina, uno scambio di frasi assonnate su whattsapp con un'amica, una decisione-lampo, vestita in fretta e furia e via in macchina per andare a Jesi a comprare del tè. 
No, scusate, non del tè: dell' o t t i m o  tè!
Era da parecchio tempo che avevo voglia di andare a "esplorare" questa piccola boutique del tè, e devo dire che la mie aspettative non sono state deluse, anzi! 

Neanche a dirlo la decisione è stata difficile, tra tutte quelle miscele! E come al solito, quando mi trovo nell'imbarazzo della scelta, l'unica soluzione è provare tutto! 
Così mi sono ritrovata con una decina di miscele diverse, tutte profumatissime ed allettanti, che allieteranno i prossimi pomeriggi autunnali...
Tra una annusata e l'altra c'è stato anche il tempo di assaggiare un biscottino al tè matcha e farsi suggerire una ricetta per un cocktail davvero particolare, un aperitivo sfizioso a base di Earl Grey arricchito da fiori di malva e fiordaliso.



Per ogni Marteani
2 parti di tè Earl Gray (fiori blu)
1 parte di Martini Bianco ghiaccio 

Preparare il tè mettendo in infusione le foglie in acqua a 95°C per circa3-5 minuti, far raffreddare bene quindi shakerare il tè, il Martini e il ghiaccio assieme.
In alternativa, per un aperitivo più deciso, si possono mettere in infusione a freddo le foglie direttamente nel Martini. In questo caso il tè (1 cucchiaino a bicchiere) andrà lasciato macerare nel vermut per una notte intera.Servire ghiacciato. 





venerdì 17 ottobre 2014

Variazioni sul Tema

Le foto di oggi sono state scattate con il mio povero, piccolo cellulare; l'importanza della forma, in questo post, non c'è, prevale il contenuto (non mio ;) ).
Queste nuvolette dolci (la ricetta in calce, perchè sempre di un foodblog si tratta), assieme a un buon tè, sono solo il pretesto, questa volta, per scrivere il post: un'accompagnamento dolcissimo ad un'altrettanto dolcissima scrittura.

Fin da quando ero piccola ho sempre amato leggere, ricordo Natali passati con un libro in mano (il regalo più gradito tra tutti) e la perenne febbre a 39°C; passata qualche ora avevo sempre gli occhi che bruciavano per quanto erano stanchi, ma ero talmente coinvolta dalla storia da non riuscire mai a smettere. E quel regalo tanto amato durava a malapena due giorni.
Nella mia nuova casetta, finiti i lavori, sono stati proprio i libri, vissuti, amati, letti e sfogliati (alcuni almento dieci volte, altri stento una volta solo) ad entrare per primi.
E quanto mi dispiace per quelli che ho "abbandonato" (in ottime mani, ovviamente) a casa dei miei... piccoli, grandi momenti della mia storia lasciati a sonnecchiare sugli scaffali di una libreria.



Scrive Pennac:
"Quel che abbiamo letto di più bello lo dobbiamo quasi sempre a una persona cara.
Ed è a una persona cara che subito ne parleremo.
Forse proprio perché la peculiarità del sentimento, come del desiderio di leggere, è il fatto di preferire.
Amare vuol dire, in ultima analisi, far dono delle nostre preferenze a coloro che preferiamo.
E queste preferenze condivise popolano l'invisibile cittadella della nostra libertà.
Noi siamo abitati da libri e da amici."
D. Pennac, Come un romanzo.
da PensieriParole

In questo caso la persona cara è la mia prof. di Italiano del Liceo e oggi voglio condividere con voi il prologo di uno tra i miei libri preferiti,  sperando che possa stregare anche voi e affascinarvi come ha fatto con me.
"C'era un gran rumore negli universi. Generazioni di stelle nascevano e morivano sotto lo sguardo di telescopi assuefatti, fortune elettromagnetiche venivano dissipate in un attimo, sorgevano imperi d'elio e svanivano civiltà molecolari, gang di gas sovreccitati seminavano il panico, le galassie fuggivano rombando dal loro luogo d'origine, i buchi neri tracannavano energia e da bolle frattali nascevano universi dissidenti, ognuno con legislazione fisica autonoma.
Ovunque si udiva il grido angoscioso di schegge, brandelli, filamenti, scampoli, frattaglie chimiche e asteroidi nomadi che cercavano invano l'intero a cui erano uniti fino all'istante prima. Era un coro di orfani e profughi spaziali, in fuga verso il nulla con un muggito di mandria terrorizzata.
Fu in questo scenario di divorzio universale che un giovane ardito atomo di ossigeno si slanciò dal trapezio della vecchia molecola per volare verso un nuovo trapezio, dove lo attendeva un atomo di idrogeno per una nuova eccitante combinazione. Ma, dopo un triplo salto mortale, l'atomo acrobata mancò per un nonnulla le braccia protese dell'idrogeno-porteur, e precipitò nel vuoto sidereo con un urlo angoscioso.
L'atomo di ossigeno era il nipotino preferito di una gigantesca stella Supernova che, impazzita per il dolore, puntò la sua massa contro una piccola galassia lenticolare, e già si attendeva il lampo e lo schianto di un miliardo di stelline, quando improvvisamente si fece un gran silenzio.
Tutto nei cieli si fermò."
S. Benni, Elianto


Meringhe:
150g di zucchero
2 albumi
qualche goccia di limone

montare a neve ben soda gli albumi addizionati di un paio di gocce di limone, quindi aggiungere poco alla volta lo zucchero, continuando a montare il composto con la frusta.
Una volta che la meringa sarà ben ferma, spumosa e lucidissima, cun una sac à poche creare delle piccole nuvolette, spolverizzare con delle codette colorate e infornare in forno preriscaldato a 120°. Dopo 10-15 minuti spegnere il forno e lasciare le meringhe lì dentro fino a completo raffreddamento.*



il grado, il tempo e la temperatura d cottura sono legati al tipo di forno. L'unico modo per sapere con precisione come cuocerle e fare delle prove!